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CENNI BIOGRAFICI
Doris Bloom è nata nel 1954 a Vereenigieng, in Sudafrica e dal 1976 vive e lavora tra Copenhagen e il suo paese di origine. Ha partecipato a numerose mostre internazionali e ha rappresentato la Danimarca alla Biennale di Johannesburg del 1995, presentando un progetto insieme a William Kentridge. Si muove tra pittura, fotografia e performance e con le sue immagini indaga tra le fessure, gli spazi vuoti che si formano tra il ricordo e la realtà. Il suo lavoro sull'apartheid, che lei ha vissuto bambina (tra i bianchi), si è sviluppato nel tempo come una serie di frames congelati che immortalano scene di violenza e brutalità rimaste impresse nella sua mente. È voluta la distanza temporale e la lontananza dal luogo dei (mis)fatti per ricostruire quel passato di orrori. La liaison tra Europa e Africa avviene dunque in soggettiva. Bloom racconta così, foto dopo foto, un quotidiano di soprusi e miseria, come in una sceneggiatura di un film (le immagini sono ricostruzioni a posteriori, apparentemente oggettive), una pellicola indelebile appiccicata dentro la sua infanzia. Nei dipinti, il percorso dell'artista si sviluppa sempre intorno agli stessi temi: le trasformazioni della società, la decadenza fisica e morale, le intersezioni tra culture diverse.
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