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CENNI BIOGRAFICI
Nato nel 1961, vive e lavora a Napoli. Studia violino con il Maestro Salvatore Colonnese.
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OPERE
Nel marzo 1982 organizza la rassegna “Elettronica e Dintorni”, Concerti, Video, e Performances Live, Teatro Nuovo - Napoli Nel 1983 fonda il gruppo teatrale Baltic-zerò di cui Ë regista ed attore e produce: SURMENAGE. Performance audiovisiva di cui compone anche le musiche eseguite al computer in collaborazionedella Facoltà di Fisica Sperimentale presso l’Università Federico II di Napoli.
OBIO EKPU. Catalogo "linee di scambio" Palazzo Farnese - Ortona, dal 7 al 28 ottobre 1984. Teatro Manzitto - Lentini (SR), dicembre 1983. Studio Morra - Napoli, 24 gennaio 1984. Teatro nuovo - Napoli, 26.3.1984. Swing, Blokshok e Nox - Berlino, 6-7-8 luglio 1984.
TAMAGHIS Teatro Nuovo - Napoli, 7 giugno 1985. Teatro S. Geminiano - Modena, 18-19-20 giugno 1986. Festival Internazionale di Teatro - Santarcangelo di Romagna, 9-10-11 luglio 1986. Vetrina per la biennale delle produzioni culturali giovanili dell'area mediterranea – Firenze. Laboratorio del Nove - Firenze, 2 novembre 1986. Teatro Laboratorio-Verona, 13,14,15 febbraio 1987 Scenario Napoli (rassegna)- Teatro Trianon - Roma, 24 febbraio 1987.
NOTRE DAME SOUS TERRE Centro prossemico di cultura – Napoli, dal 3 al 10 gennaio 1988. Teatro Spazio Agro - Nocera Inferiore (SA), giugno 1988.
Nel 1995/96 gestisce l'associazione culturale DAM, concerti e spettacoli, in Napoli – Via Sedile di Porto, 46.
Produzione e regia del video “DOPO CHE EBBI LASCIATO BUKARA”
Teatro Spazio Libero - Napoli, 22 ottobre 1989. Rielaborazione della sceneggiatura, allestimento scenografico/coreografico, adattamento teatrale e Regia di: “POI RIVEDRAI OCITOE”
Teatro Leopardi per la rassegna "La base dell'iceberg" - Napoli, 5 ottobre 1998.
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Si attarda l'immagine, arzigola disegnando, come a scoprire il fondo delle cose. Ciò non toglie la vivacità della sequenza, rallegrata da suoni imitativi a mo' di concerto o a volo di calabrone. Talché, una dopo l'altra le scene scorrono verso dove, come direbbe Magris, raccontando, inerpicandosi, il senso e il segno del divenire, mediante colori e macchie in un concerto di letture dentro, che richiamano il caos come il verbo. Caos e verbo che sono lì, nel cerchio e nei cerchi del mondo, laddove l'inizio è anche fine. Laddove, rimarco, si rintraccia il rosario dei tempi, fors' anche attraverso il numero 5 ed il 7, presenti, a ragione, nella tavolozza filmica. Poiché se il 5 è la E del tempio di Apollo, colui che suonava la lira di Ermhes, il 7 è somma e summa dei punti cardinali e della perfezione insiti nel 4 e nel 3. Laddove ..................ma forse ancor meglio, facendo girare il fuso del racconto d'immagini di Lucio Tregua, si materializza per davvero, l'occhio invisibile dell'io e del sè, che cerca e trova la cifra del nascere - morire - nascere. Perciò guardateli i segni nell'antro delle sequenze. Sappiateli leggere, certamente aiutati in questo, dalla vostra inventiva, chiamata anche a spezzare la parola e i suoni. Anche perché, ai giorni nostri, avendo perso il senso della conoscenza oltre la scienza, abbiamo perso il gusto di solcare il mare dell'interpretazione recondita. Ovvero, dentro. Il che mi aiuta a dire che "l'occhio invisibile", che non è l'occhio della mente, vuole portarvi nel retro dello specchio di Alice, dove il più ed il meno formano il mondo! Ed accidenti se è vero!
ENZO GRANO
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